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E tu in che fase sei?

Difficile pensare a qualcosa di diverso in questi giorni, come è giusto che sia, ma è anche vero che è proprio in questi momenti che bisogna essere più forti, fare quadrato per riuscire a vincere il nostro domani.

Ed allora tra il serio ed il faceto, un sorriso di riflessione sulla nostra mega-passione alla quale è cosi difficile rinunciare.

E tu in quale fase sei?

 1) IL TAPIS ROULANT PUO’ RESTARE DOV’E’

Lo sappiamo, ci siamo passati tutti. Durante la settimana siamo sempre stressati e incazzosi, ed allora nel weekend ci si lascia andare tra aperitivi, pub, pizzerie, poi arriva la domenica sera e devi controllare la carta d’identità per capire chi sei. 

Allora si va in palestra il venerdì pomeriggio e ci si ammazza di tapis roulant per prepararsi… e il lunedì stessa cosa….. ma per smaltire. 

Poi arriva il punto in cui si pensa “beh, tutto sommato potrei iniziare a correre anche per tenermi semplicemente in forma…tutto sommato non è poi così male…e potrei anche pensare di uscire all’aperto, magari al parco…e magari potrei pensare di farlo ogni volta che voglio anziché correre su un rullo che non porta da nessuna parte tipo criceto sulla ruota.” 

Siete nella fase uno.

 

2) BELLO IL PARCO E ADESSO ?

Siete usciti e siete al parco. Stranamente questa volta non avete con voi libri, ipod, coperta, cane, pc portatile. Siete solo voi, un paio di pantaloncini, una maglietta (assolutamente inadatta ma ancora non lo sapete) ed un paio di scarpe da ginnastica. “Ok si può partire, direi che tre giri del parco si possono fare”. Iniziate a correre e, come spesso accade, puntate a mò di periscopio in “Caccia a Ottobre Rosso”, il fondoschiena di quella tipa o di quel tipo che “mica male?!”. 

Peccato però che sia molto più allenata/o di voi e dopo il primo giro vi ritrovate a cercare disperatamente una bombola d’ossigeno. 

Non demordete. La volta successiva va già meglio, e la volta dopo ancora meglio! Ehi siete arrivati al terzo giro e sentite che si può fare anche il quarto e soprattutto…. siete ancora vivi!

Siete nella fase due.

 

3) MI PIACE CORRERE….PECCATO PER I PIEDI DI PIOMBO

Ormai siete diventati degli aficionados del parco, correte i vostri 4 giri senza particolari sforzi e vi sentite bene ma…..i vostri piedi implorano pietà. Le vostre scarpe da ginnastica non sono più adatte a sostenere i vostri nuovi ritmi, avete bisogno di un paio di scarpe da runner. Decidete di rivolgervi al vostro amico “quello tutto preciso”, molto tecnico che macina chilometri ormai da anni e non si perde neppure la gara di quel paesino sperduto in mezzo alle colline che organizza la mezza maratona sempre con l’arrivo della prima nebbia. 

Non c’è altra soluzione, dovete andare in un negozio specializzato e comprare le vostre prime scarpe tecniche. Entrate ed a quel punto il commesso del negozio vi misura il piede, vi fa correre guardandovi come un entomologo, vi chiede: “siete pronatori o supinatori?”. 

Voi gli rispondete che siete onnivori ma che state tentando di diventare vegetariani, non capite più nulla ma, in men che non si dica, vi ritrovate all’uscita con addosso una maglietta tecnica ultratraspirante testata nella galleria del vento, un paio di pantaloncini ini ini ed un paio di scarpe nuove di pacca talmente fluo che per allacciarvele dovete indossare la maschera da saldatore.

Siete nella fase tre.

 

4) VOGLIO SENTIRE LA STRADA, VOGLIO ESSERE ON THE ROAD

Basta, il parco ormai vi sta stretto, volete uscire e cimentarvi sulle strade e sui percorsi dove si incrociano i runners che contano (basta notare i geroglifici sull’asfalto che riportano numerini progressivi….). Le prime uscite sono sempre un po’ complicate, anche perchè magari siete partiti dal centro città e pensate che le “acque del mar Rosso si debbano aprire davanti a voi”. 

Quindi automobilisti che vi fanno le corna quando va bene ed un paio di investimenti evitati. I semafori rossi? Non esistono, non vi potete fermare altrimenti perdete il ritmo. Le rotonde? Vi prendete la precedenza su tutto e tutti e se per farvi passare quel Suv sbanda rischiando di causare un tamponamento a catena… sono solo azzi suoi. I passaggi a livello chiusi? “Ma stiamo scherzando? Mica dovrò aspettare che passi il treno no?”.

Ormai ci siete, avete trovato il percorso giusto, correte felici salutando gli altri runner che incontrate lungo il percorso e vi sentite parte di una tribù, è bellissimo! 

Siete nella fase 4.

 

5) LA PRIMA GARA

Vi sentite pronti, volete provare l’emozione della prima gara. Che sia una 5km o una 10km o una mezza maratona, ci volete provare. Non pensavate di arrivare fin qua, non pensavate di sentirvi così liberi e padroni di voi stessi. Decidete allora di provarci e vi presentate alla partenza della vostra prima corsa ufficiale. C’è un sacco di gente come voi, certo molti vanno più forte e a differenza vostra, non assistono ad apparizioni mistiche durante il percorso ma vi sentite parte di qualcosa di grande. Arrivate fino in fondo, tagliate il vostro primo traguardo e vi accorgete che il vostro viso non è bagnato solo per il sudore ma anche per le lacrime di gioia che state versando per aver vinto la sfida con voi stessi. 

Siete nella fase 5. 

 

6) L’ISCRIZIONE AD UNA SOCIETA’

E’ quasi un anno che correte e che partecipate alle competizioni che si svolgono nella vostra città. Vi accorgete però che vi manca qualcosa. Iniziate a notare come nelle gare si radunino attorno a voi tanti runners che indossano la stessa canotta, alimentando un clima goliardico attorno a loro e verso una persona in particolare che chiamano tutti “il presidente”. 

Sembra quasi che questi personaggi accudiscano, come fossero dei figli, tutti coloro che indossano gli stessi colori, procurandogli senza fare lunghe file, pettorali, pacchi gara, buoni pasto  e cose simili. Quasi quasi ci fate un pensiero, in fondo perchè no? Cosa vuoi che sia una quota annuale rispetto a poter dire “io faccio parte di una società di corsa!”.

Siete nella fase 6.

Siete dei runner e ci siete dentro fino al collo; quindi continuate a correre e godetevi lo spettacolo!

 

(libero adattamento da uno scritto di Frank)

 

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